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Versione solo testo - Unioncamere Piemonte, 18 settembre 2019
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Euroflash Aprile 2015 Notizie



Torino, 18 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 28.04.2015



EUROFLASH



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EUROFLASH APRILE 2015 NOTIZIE

Contenuto pagina

 

L'Ucraina aderisce a Orizzonte 2020 per collaborare con l'UE nella scienza e nella ricerca

Grazie all'accordo di associazione dell'Ucraina a Orizzonte 2020 i ricercatori, le imprese e gli innovatori dell'Ucraina potranno partecipare senza limitazioni al programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione dell'Unione europea
Ulteriori informazioni sul sito http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/    
 
 
Aggiornamento  associazione  Svizzera al Programma Horizon 2020
Secondo l’articolo 7 Regolamento di Horizon 2020 le persone  giuridiche dei paesi associati possono partecipare alle  stesse condizioni dei soggetti giuridici degli Stati membri.  L’associazione al Programma Horizon 2020 deve avvenire a  seguito della conclusione di un Accordo internazionale.  In particolare, per quanto riguarda la Svizzera dal 15  settembre 2015 fino al 31 dicembre 2016, è considerata paese  associato per:
 
•Primo pilastro “Excellent Science” che comprende ERC,  MSCA, FET e le Infrastrutture di ricerca.
•Le azioni sotto l’azione traversale “Spreading excellence and widening participation”.
•Il Programma Euratom e le attività svolte dall’European  Joint Undertaking per ITER and the Development of Fusion for Energy for 2014-2020.
 
Per quanto riguarda il pilastro 2 e 3 di Horizon 2020, la Svizzera  può partecipare come paese terzo industrializzato ma non riceverà il finanziamento direttamente dalla Commissione europea ma dalla Confederazione Svizzera. Eccezione fatta  per lo strumento PMI e accesso alla finanza di rischio dove  non è previsto nessun tipo di finanziamento. Importante: Avere la Svizzera come partner di progetto  all’interno di un consorzio non è considerato uno svantaggio.
 

 

 

Il settore lattiero-caseario dell’UE si prepara all'abolizione delle quote latte
Il regime delle quote latte dell’UE giunge a termine il 31 marzo 2015. Introdotto per la prima volta nel 1984, in un momento in cui la produzione dell’UE eccedeva di gran lunga la domanda, ha rappresentato uno dei primi strumenti creati per superare le eccedenze strutturali. Le successive riforme della politica agricola comune dell’UE hanno orientato il settore sempre più al mercato e, in parallelo, hanno fornito una serie di strumenti più mirati per contribuire a sostenere i produttori in zone vulnerabili, come quelle montuose, dove i costi di produzione sono più elevati. La decisione sulla data ultima per l'abolizione dei contingenti è stata presa per la prima volta nel 2003, in modo da fornire maggior flessibilità ai produttori dell’Unione per soddisfare l’aumento della domanda, soprattutto sul mercato mondiale.  

 

 

 

Expo Milano 2015: la Commissione europea promuove il dibattito scientifico
La Commissione europea ha avviato una consultazione online sul ruolo che la scienza e l'innovazione possono avere per aiutare l'Unione europea a garantire cibo sano, nutriente, sufficiente e sostenibile a livello mondiale. La discussione è legata al tema al centro dell'esposizione universale di quest'anno.

Ulteriori informazioni:

http://europa.eu/expo2015/node/286

http://europa.eu/expo2015/sites/default/files/files/FINAL_Expo-Discussion-paper_lowQ(1).pdf

 

 

La Commissione pubblica nuove norme sugli impianti viticoli: un settore UE più flessibile per soddisfare la crescente domanda mondiale
La Commissione europea ha pubblicato nuove norme europee relative a un nuovo sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli, che consente un'espansione annuale limitata della superficie vitivinicola nell'UE. Tali norme confermano le modalità secondo cui gli Stati membri dovrebbero gestire a livello nazionale il sistema di autorizzazioni per gli impianti gratuite e non trasferibili. Esse stabiliscono anche il meccanismo di salvaguardia per nuovi impianti: autorizzazioni limitate a un aumento dell'1% annuo della superficie vitata di uno Stato membro, con possibilità per gli Stati membri di applicare, se debitamente giustificati, limiti all'espansione delle superfici a livello nazionale o regionale, oppure per zone con/senza indicazione geografica. Come concordato nel quadro della riforma della Politica agricola comune del 2013, il nuovo sistema si applicherà dal 1º gennaio 2016, in sostituzione del regime transitorio relativo ai diritti di impianto. 

 

 

 
Verso una migliore gestione degli investimenti della politica regionale
Sono state annunciate dalla Commissione una serie di iniziative per rafforzare la capacità amministrativa di Stati e regioni e per migliorare le modalità di investimento e di gestione dei fondi della politica di coesione dell'UE per il periodo 2014-2020.
Nel periodo 2014-2020 gli Stati membri, le regioni e le città avranno a disposizione oltre 351 miliardi di EUR nell'ambito  della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione). 
Restano ancora da investire fondi stanziati nel quadro della politica di coesione per il periodo 2007-2013. La Commissione desidera aiutare gli Stati membri, tra cui l'Italia, a non  perdere investimenti preziosi e intende far sì che il denaro  sia speso adeguatamente e sia destinato a progetti che possano arrecare benefici ai cittadini.
Nasce da qui l'iniziativa per una migliore attuazione della politica di coesione articolata nelle seguenti quattro linee d'intervento.
 
1. "Task force in materia di migliore attuazione": 
gruppi d'azione ad hoc per sostenere le amministrazioni 
 nazionali e regionali nell'utilizzare efficacemente gli investimenti residui del periodo di programmazione 2007-2013. La  task force ha analizzato i principali fattori responsabili dei  ritardi di attuazione e ha iniziato a elaborare piani d'azione dettagliati ed esaustivi per ciascun programma a rischio. 
Gli otto paesi interessati sono Bulgaria, Croazia, Repubblica  ceca, Ungheria, Italia, Romania, Slovacchia e Slovenia.
2. Il potenziamento della capacità amministrativa  negli Stati membri e nelle regioni per i programmi 2014-2020, attraverso l’insieme di diverse azioni quali la condivisione di competenze, lo scambio di esperti, la formazione e  l'assistenza tecnica.
3. Stabilire i motivi del ritardo accusato dalle regioni con un livello modesto di sviluppo economico o dalle regioni che, da diversi anni, sono caratterizzate da una crescita  del PIL negativa.
4. La Commissione ha istituito un gruppo di esperti che assicureranno una valutazione indipendente delle 
strategie di semplificazione adottate dagli Stati membri e si adopereranno per individuare ulteriori possibilità di semplificazione delle norme. 
La Commissione inoltre ha lanciato due nuove iniziative: il sistema di scambio TAIEX-REGIO PEER 2 PEER (varata il 24  marzo) e i patti di integrità:
L'iniziativa PEER 2 PEER è un sistema che è già stato sperimentato e testato con grande successo nei paesi candidati  all'adesione con il sostegno della direzione generale della  Politica di vicinato e dei negoziati di allargamento della  Commissione e viene ora applicato per la prima volta alla  politica di coesione. 
PEER 2 PEER è concepito per i 24 000 funzionari che lavorano per gli organismi di gestione dei finanziamenti e dei  progetti nell'ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione. 
Esso risponde direttamente alle  richieste specifiche formulate dalle autorità collegate alla  banca dati online e offrirà assistenza sotto forma di missioni  di esperti, visite di studio e workshop specifici.  
I funzionari disposti a condividere le loro competenze  devono registrarsi nella banca dati degli esperti.  
I patti di integritàsono stati elaborati dalla ONG Transparency International al fine di aiutare i governi, le imprese e la società civile a migliorare la fiducia e la trasparenza nel  campo degli appalti pubblici. 
La Commissione intende ora  applicare i patti di integrità a diversi progetti cofinanziati  dall'UE a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale e  sul Fondo di coesione. 
Un patto di integrità per i fondi della politica di coesione  costituirà un accordo giuridicamente vincolante tra l'autorità di gestione e le società che partecipano a gare d'appalto  pubbliche, che le impegna a seguire un processo di appalto  trasparente ed efficiente. Per garantire un grado di responsabilità maggiore i patti di integrità comprenderanno un sistema di monitoraggio guidato da una determinata organizzazione della società civile.
L'invito a manifestare interesse a partecipare all'applicazione di questo strumento a progetti cofinanziati nell'ambito  della politica di coesione negli Stati membri sarà lanciato  nel maggio 2015. 
Le autorità e i beneficiari sono fortemente incoraggiati a  partecipare a questa iniziativa.

 

 

 
La Commissione approva nuovi programmi di promozione per l'agricoltura
La Commissione europea ha approvato 41 nuovi programmi per promuovere prodotti agricoli sul mercato UE e quello dei Paesi terzi del valore di 130 milioni di euro per 3 anni, metà dei quali (65 mln di euro) viene dal bilancio dell'UE. Di questi, 30 milioni di euro sono fondi europei messi a disposizione dalla Commissione a seguito dell'embargo imposto dalla Russia sull'importazione di prodotti alimentari europei lo scorso agosto.

 

 

Rapporto UE sull’economia italiana: Ricerca e Sviluppo, leve fondamentali
La Commissione Europea ha recentemente pubblicato la relazione sull’economia dell’Italia alla luce dell’analisi annuale della crescita che raccomanda tre pilastri principali per le politiche economiche e sociali dell’UE nel 2015: investimenti, riforme strutturali e responsabilità di bilancio. In linea con il piano di investimenti per l’Europa, esplora anche le modalità per massimizzare l’impatto delle risorse pubbliche e favorire gli investimenti privati.
In Italia, il persistere di bassi livelli di crescita della produttività continua a perpetuare gli squilibri macroeconomici, ossia il livello molto elevato del debito pubblico e la debolezza della competitività esterna. Dallo scoppio della crisi, gli investimenti produttivi in Italia sono diminuiti in misura significativa, e sono ora inferiori dell’1,5% alla media dell’UE in percentuale del PIL. La mancanza di concorrenza sui mercati del prodotto, le carenze infrastrutturali e i bassi livelli di spesa per ricerca e sviluppo, in particolare da parte delle imprese, ostacolano la crescita della produttività. Pertanto, le principali sfide alle quali l’Italia deve far fonte sono il risanamento di bilancio favorevole alla crescita e l’attuazione delle riforme strutturali per accrescere la produttività.
 
Purtroppo, l’intensità di ricerca e sviluppo e l’innovazione sono scarse in Italia; essa era pari allo 0,67% nel 2013, rispetto ad una media UE dell’1,29%. Anche l’intensità di R&S del settore pubblico è ad un livello notevolmente inferiore rispetto alla media dell’UE (0,54% contro 0,72% nel 2013). Una delle cause è che la quota della spesa pubblica destinata alla Ricerca e Sviluppo è scesa all’1,02%, rispetto all’1,32% nel 2007. Al contempo, i mediocri risultati dell’Italia in materia di innovazione non contribuiscono certo al rinnovo del tessuto economico, in particolare quello derivante dalla rapida crescita di imprese innovative e dell’occupazione in attività ad alto coefficiente di conoscenze.
Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm
 

 

 
L’Unione Europea raggiunge un accordo sulla soglia dei bio-carburanti derivati da colture agricole
L’accordo è stato raggiunto dai rappresentanti della Commissione, del Parlamento Europeo e degli stati membri il 1° aprile in seguito ad un dibattito aperto da anni sul tema, sull’impatto ambientale di questo tipo di carburanti e sull’analisi comparata dei costi e dei benefici. Esso prevede l’abbassamento della soglia di utilizzo dei bio-carburanti derivati da colture agricole nel settore dei trasporti al 7%. Il compromesso potrebbe rappresentare l’ultimo passaggio prima dell’adozione di una nuova legislazione europea.

 

 

CONSULTAZIONE - IMPATTO SULLE PMI DELLA LEGISLAZIONE ALIMENTARE EUROPEA (Regolamento CE 178/2002)

La Camera di commercio di Torino ed Unioncamere Piemonte, nell’ambito delle attività della rete comunitaria Enterprise Europe Network di cui fa parte in qualità di Consorzio ALPS, promuove la partecipazione delle imprese piemontesi alla consultazione della Commissione europea sulla normativa alimentare generale europea, introdotta dal Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.

La consultazione - che rientra nel programma REFIT della Commissione europea per snellire, semplificare e rendere meno costosa la legislazione dell’UE - è finalizzata ad accertare in che modo la legislazione alimentare generale (normativa dell'UE sulla sicurezza degli alimenti e mangimi lungo la catena di produzione) si ripercuote sulle imprese e, in particolare, sulle PMI. 
La consultazione è rivolta a tutte le imprese della filiera alimentare e dei mangimi, compresi i produttori di materiali a contatto con gli alimenti (imballaggi, coltelleria, attrezzature da cucina, etc.) e di prodotti fitosanitari (pesticidi).


Come partecipare:

Per esprimere la propria opinione occorre compilare ed inviare il questionario disponibile on-line messaggio entro il 25 maggio 2015 a:

Per le imprese di Torino e provincia:
ALPS Enterprise Europe Network  Camera di commercio di Torino
Via San Francesco da Paola, 24 - 10123 Torino
Tel. 011 571 6342/341, email europa.imprese@to.camcom.it

 

Per le imprese delle altre provincie piemontesi:

ALPS Enterprise Europe Network  Unioncamere Piemonte
Via Cavour, 17 - 10123 Torino
tel. 848 800 229 - email sportello.europa@pie.camcom.it

 

 

 

Per ulteriori informazioni:
ALPS - Enterprise Europe Network
Via Cavour 17 ,10123 Torino
tel. 848 800 348/229
alps-een@pie.camcom.it

 



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