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Euroflash - Novembre 2014 Notizie



Torino, 18 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 27.11.2014



EUROFLASH



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EUROFLASH - NOVEMBRE 2014 NOTIZIE

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Principali notizie di ricerca e sviluppo tecnologico dall'Unione Europea

 

La Commissione europea adotta un 'accordo di partenariato' con l'Italia sull'uso dei fondi strutturali e di investimento per la crescita e l'occupazione nel 2014-2020

La Commissione europea ha adottato un "accordo di partenariato" con l'Italia in cui si definisce la strategia per un uso ottimale dei Fondi strutturali e di investimento europei in tale paese. L'accordo odierno apre la via all'investimento di 32,2 miliardi di euro di finanziamenti totali a titolo della politica di coesione nel periodo 2014-2020 (a prezzi correnti, compresi i finanziamenti nel campo della cooperazione territoriale europea e lo stanziamento per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile). L'Italia riceve inoltre 10,4 miliardi di euro per lo sviluppo rurale e 537,3 milioni di euro per il settore marittimo e della pesca.

Gli investimenti dell'UE contribuiranno ad affrontare il problema della disoccupazione e ad incentivare la competitività e la crescita economica, dando sostegno all'innovazione, alla formazione e all'istruzione negli ambiti urbani e nelle zone rurali. Essi serviranno anche a promuovere l'imprenditoria, a combattere l'esclusione sociale e ad aiutare lo sviluppo un'economia ecocompatibile ed efficiente sul piano della risorse.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1215_it.htm

 

Al via la Commissione europea sotto la guida del nuovo Presidente Jean-Claude Juncker

E’ iniziato il 1 novembre il mandato della Commissione Juncker, che rimarrà in carica fino al 31 ottobre 2019. “Le sfide dell’Europa non possono aspettare”, è questo il nuovo motto. L’avvio del mandato della Commissione Juncker conclude il lungo processo che ha portato alla sua costituzione. Il 15 luglio Jean-Claude Juncker è stato eletto dal Parlamento europeo con una forte maggioranza di voti (422 contro i 376 necessari) in base agli orientamenti politici che aveva presentato al Parlamento. In esito alla sua elezione e all’audizione dei candidati alla carica di Commissario, il Presidente eletto ha selezionato gli altri membri della Commissione. Il Presidente eletto e il Consiglio hanno poi concordato l’elenco definitivo dei Commissari designati il 5 settembre e il Presidente eletto Juncker ha presentato la sua squadra e la distribuzione dei portafogli il 10 settembre, dopo di che si sono tenute le singole audizioni dei Commissari designati dinanzi alle commissioni competenti del Parlamento europeo. Su queste basi, e dopo gli adeguamenti operati da Jean-Claude Juncker per risolvere le questioni sollevate durante le audizioni, il Parlamento europeo ha approvato l’intero Collegio con 426 voti a favore (su 699). Il Consiglio europeo ha quindi nominato la Commissione europea durante il vertice del 23 ottobre.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1237_it.htm

 

Enjoy, it's from Europe: nuovo regolamento per la promozione dei prodotti agro-alimentari europei

Uno dei principali punti di forza dell'Unione europea risiede nella qualità e nella diversità dei nostri prodotti agro-alimentari. Il 4 novembre è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'UE il regolamento relativo alla nuova politica di promozione dei prodotti agro-alimentari. Tale politica potrà contare su diverse novità, tra cui un budget di 200 milioni di euro annuali (contro gli attuali 61 milioni di euro)

L’obiettivo delle azioni di informazione e di promozione del nuovo piano , che entrerà in vigore dal 1 dicembre del 2015, consiste nel migliorare la competitività dell’agricoltura dell’Unione europea, nel mercato interno che nei paesi terzi. Più specificamente, le azioni di promozione dovrebbero mirare ad aumentare il grado di conoscenza dei consumatori riguardo ai meriti dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell’Unione nonché a rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità. Inoltre, esse dovrebbero aumentare la quota di mercato di tali prodotti, prestando particolare attenzione ai mercati di paesi terzi che presentano il maggiore potenziale di crescita.


Le principali novità consistono in un notevole aumento del budget annuale (da 61 milioni a 200 milioni di euro), in una più ampia gamma di prodotti da promuovere (inclusi pane, pasta e altri prodotti elaborati) e la fine dei programmi nazionali di cofinanziamento per favorire invece cofinanziamenti europei.

Link al nuovo regolamento di promozione dei prodotti agricoli

 

L'Italia ha presentato all’Unione europea progetti per 40 miliardi di investimenti

La task force nazionale per gli investimenti, coordinata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con l'indirizzo della Presidenza del Consiglio, ha presentato alla task force europea (Commissione europea, Banca europea per gli investimenti, Stati membri) una selezione di progetti per una richiesta di finanziamento alla BEI pari a oltre 40 miliardi di euro. E’ stata così rispettata la scadenza, fissata per il 14 novembre, entro cui tutti i Paesi dell’Ue sono tenuti a trasmettere le relative proposte di finanziamento. 

Si tratta di un importante e concreto passo in avanti dell’iniziativa avviata nel semestre di Presidenza italiana dell’Ue dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con l'obiettivo di rilanciare la crescita economica dell’Unione attraverso progetti d'investimento, attivabili nel triennio 2015-2017, in cinque aree identificate a livello europeo: innovazione, energia, trasporti, infrastrutture sociali e tutela delle risorse naturali.

Con il contributo della Presidenza del Consiglio la task force nazionale, che oltre al  Ministero dell’Economia e delle Finanze coinvolge il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Trasporti, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Sanità e la Segreteria del CIPE, ha effettuato la ricognizione dei progetti italiani assistita della Cassa Depositi e Prestiti.

Nella selezione dei progetti si è tenuto conto delle priorità nazionali, individuando le operazioni che per struttura, piano finanziario e stato di avanzamento risultano essere compatibili con le procedure previste dalla BEI per accedere al finanziamento.

La task force nazionale, che diventa così un gruppo stabile di lavoro e che potrà essere allargata ad altre amministrazioni, seguirà ora le fasi successive dell’iter dei progetti in ambito europeo a partire dalla predisposizione delle richieste di finanziamento. 

Oltre alle principali opere infrastrutturali, materiali e immateriali, come ad esempio il piano per la banda ultra larga e importanti assi stradali e autostradali, sono stati presentati programmi di investimento per la prevenzione del rischio idrogeologico, per il finanziamento delle PMI, per l’interconnessione e l'efficientamento energetico e per il piano “la buona scuola”.

Per maggiori informazioni:

http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2014/comunicato_0259.html

 

Europa 2020: il contributo italiano alla consultazione della Commissione europea

L'Italia ha inviato alla Commissione europea la risposta nazionale alla consultazione su Europa 2020 lanciata lo scorso mese di marzo in vista della revisione della strategia prevista nella primavera 2015. Il documento contiene le valutazioni e le proposte italiane, frutto di un lavoro di coordinamento promosso dal Dipartimento Politiche Europee terminato il 27 ottobre 2014 con la conferenza “Towards the Mid-term Review of Europe 2020 - Can Europe get back on a Growth Track” a cui hanno partecipato esperti e rappresentanti delle pubbliche amministrazioni.

Nel processo di revisione della strategia appare prioritario individuare i seguenti settori ritenuti essenziali per sostenere la crescita e l’occupazione a lungo termine: Infrastrutture e trasporti, Energia, Ambiente, Mercato Interno e Mercato Digitale, Manifattura, PMI, Cultura e Turismo. Tali settori dovrebbero essere maggiormente considerati nel processo di revisione, in quanto ritenuti capaci di incidere positivamente sulla crescita europea. In particolare, il documento dedica molta attenzione al settore ambientale e al ruolo che può esercitare nella crescita sostenibile e intelligente la green economy, i green jobs e l'uso efficiente delle risorse. Non va peraltro dimenticata l'esigenza, espressa dall'Italia nel suo contributo alla consultazione UE, di rendere la strategia più inclusiva e vicina ai cittadini attraverso iniziative mirate all'informazione e al coinvolgimento attivo favorendo la partecipazione democratica anche con la creazione di ampi partenariati tra istituzioni, imprese e società civile.

Per maggiori informazioni:

http://www.politicheeuropee.it/attivita/19122/europa-2020-il-contributo-italiano-alla-consultazione-della-commissione

 

Eurostat: spesa per ricerca e sviluppo poco più del 2% del PIL nel 2013

L’Eurostat ha pubblicato lo scorso 17 novembre un comunicato stampa sull’intensità delle spese in ricerca e sviluppo effettuate nel 2013 dai 28 Paesi Membri: questi hanno speso circa 275 bilioni di euro in R&D. L’intensità di R&D, cioè le spese di ricerca e sviluppo come percentuale del PIL, è stata pari al 2,02% nell’UE nel 2013, rispetto all’1,76% del 2004. Questo livello è rimasto comunque inferiore a quello di altre grandi economie. L’intensità di R&D è stata molto più alta in Corea del Sud (4,04% nel 2011) e in Giappone (3,38% nel 2011) e, in misura minore, negli Stati Uniti (2,81% nel 2012) mentre sia in Cina (1,98% nel 2012) che in Russia (1,11%) l’intensità di R&D è stata inferiore a quella dell’UE.

Al fine di fornire uno stimolo per la competitività dell’Unione europea, uno dei cinque obiettivi principali della strategia Europa 2020 è l’aumento dell’intensità di R&D al 3% del PIL dell’UE. Il settore delle imprese ha continuato ad essere il principale settore in cui è stata effettuata la spesa in R&D pari al 64% del totale nel 2013, seguito dal settore dell’istruzione superiore (23%), dal settore pubblico (12%) e dal settore non-profit privato (1%). Nel 2013, le più alte intensità di R&D sono state registrate in Finlandia(3,32%), Svezia (3.21%) e Danimarca (3,05%), tutte al di sopra del 3% del PIL, seguite da Germania (2,94%) e Austria (2,81%). All’estremità opposta della scala dieci Stati membri hanno registrato un’intensità di R&D al di sotto dell’1% del PIL: Romania(0,39%), Cipro (0,48%), Lettonia (0,60%), Bulgaria (0,65%), Grecia (0,78%), Croazia (0,81%), Slovacchia (0,83%), Malta (0,85%), Polonia (0,87%) e Lituania (0,95%).

Per maggiori informazioni:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/9-17112014-BP/EN/9-17112014-BP-EN.PDF

 

Investire 315 miliardi di euro per far ripartire l'economia dell'UE

Il 26 novembre la Commissione europea ha annunciato un piano di investimenti da 315 miliardi di euro per rilanciare la crescita dell’Europa e ridare lavoro ad un maggior numero di persone.

Il piano si articola in tre filoni principali:

  • La creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel giugno 2015, finanziato con 21 miliardi di euro dal bilancio dell'UE e dalla mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro in ulteriori investimenti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2015-2017;
  • la creazione di una “riserva di progetti” credibile accompagnata da un programma di assistenza per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari;
  • un’ambiziosa tabella di marcia per rendere l’Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie regolamentari.

In base alle stime della Commissione europea, considerate nel loro insieme, le misure proposte potrebbero aggiungere tra 330 e 410 miliardi di euro al PIL dell’UE nell’arco dei prossimi tre anni e creare fino a 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro.

Il Parlamento europeo e il Consiglio europeo di dicembre sono invitati ad approvare il piano di investimenti per l’Europa che comprende un impegno alla rapida adozione delle pertinenti misure legislative.

Gli Stati membri concluderanno a breve la programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei al fine di massimizzarne la leva finanziaria, mentre il Fondo europeo per gli investimenti verrà potenziato grazie a un primo contributo aggiuntivo da parte della BEI. In parallelo, la Commissione e la BEI avvieranno gli accordi formali per il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici.

La task force congiunta Commissione-BEI dovrebbe fornire un primo elenco di possibili progetti di investimento nel corso del mese di dicembre, onde avviare la creazione di una riserva europea trasparente di progetti. L’assistenza tecnica sarà rafforzata, di concerto con la BEI e i principali attori nazionali e regionali al fine di realizzare un “polo di consulenza sugli investimenti” che funga da sportello unico per i promotori di progetti, gli investitori e le autorità pubbliche di gestione.

Tutte le misure pertinenti devono essere adottate in modo tale che il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici possa essere istituito entro la metà del 2015. Entro la metà del 2016 la Commissione europea e i capi di Stato e di governo faranno il punto sui progressi compiuti e, se necessario, valuteranno ulteriori opzioni.

Per maggiori informazioni:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-2128_it.htm

 

Il Parlamento europeo approva l'accordo di associazione UE-Repubblica di Moldavia  

Il Parlamento europeo ha approvato l'accordo di associazione UE-Repubblica di Moldavia, che crea una cosiddetta “zona di libero scambio globale e approfondito” (DCFTA). L'accordo costituirà il perno del rafforzamento dell'associazione politica e dell'integrazione economica tra l'UE e la Repubblica di Moldavia, garantendo il reciproco libero accesso al mercato.

Nella risoluzione di accompagnamento, approvata con 529 voti favorevoli, 96 voti contrari e 46 astensioni, i deputati hanno sottolineato che la firma del 27 giugno e la ratifica dell'accordo di associazione non rappresentano l'obiettivo finale nelle relazioni UE-Repubblica di Moldavia. 

I deputati hanno anche evidenziato la necessità della piena attuazione dell'accordo, sottolineando la necessità di una campagna di informazione globale sui suoi vantaggi per i cittadini moldavi. Secondo i deputati, l'accordo riguarda "l'intero territorio internazionalmente riconosciuto della Repubblica di Moldavia" e la Transnistria, parte integrante di esso, deve essere coperta dal campo di applicazione dell'accordo. Inoltre, l'UE deve svolgere un ruolo più incisivo per trovare una soluzione efficace al problema della Transnistria tra Chisinau e Tiraspol.

Per entrare in vigore, l'accordo deve essere ratificato anche dai parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE. Parti dell'accordo, incluso l'accordo di libero scambio globale e approfondito, sono state applicate in via provvisoria dal 1 settembre 2014. La Repubblica di Moldavia ha ratificato l'accordo il 2 luglio.

Per maggiori informazioni:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/content/20141110IPR78124/html/Il-Parlamento-europeo-approva-l'accordo-di-associazione-UE-Repubblica-di-Moldova

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni:
ALPS - Enterprise Europe Network
Via Cavour 17 ,10123 Torino
tel. 848 800 348/229
alps-een@pie.camcom.it




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