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Euroflash - Gennaio 2014 Notizie



Torino, 18 settembre 2019
Ultimo aggiornamento: 30.01.2014



EUROFLASH



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EUROFLASH - GENNAIO 2014 NOTIZIE

Contenuto pagina

Principali notizie di ricerca e sviluppo tecnologico dall'Unione Europea

 

La Grecia assume la Presidenza dell’Unione europea

A gennaio 2014 la Grecia ha assunto la Presidenza dell’Unione europea per la quinta volta dal suo ingresso in Europa nel 1981, succedendo alla Lituania. La Presidenza Greca, l’ultima del Trio presidenziale formato da Lituania e Irlanda, sarà seguita da quella italiana che inizierà nel luglio 2014.

La Grecia assume la Presidenza in un momento di transizione cruciale per l’Unione europea e per l’economia del continente fortemente provata dalla crisi economica degli ultimi anni.

Il 2014 sarà un anno di importanti cambiamenti e nuovi inizi per l’Europa: a gennaio è iniziato il nuovo periodo di programmazione (2014-2020), a maggio si terranno le elezioni del Parlamento Europeo, a ottobre verranno nominati i nuovi commissari europei e a novembre verrà designato il nuovo Presidente del Consiglio Europeo.

L’entità e la gravità della crisi economica, della disoccupazione e della recessione hanno indebolito la fiducia dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni europee e nelle loro capacità di proporre e portare a termine politiche economiche che garantiscano effettivamente la crescita e l’occupazione. La crisi, inoltre, ha avuto ricadute negative anche sulla coesione sociale, in particolare nei Paesi maggiormente colpiti.

Alla luce di questi fatti, la Presidenza Greca promuoverà politiche e azioni che garantiscano la crescita, contrastino la disoccupazione, promuovano la coesione economica e sociale, propongano riforme strutturali, rafforzino l’integrazione, anche verso il completamento dell’Unione Monetaria Europea, e affrontino efficacemente le sfide esterne.

Di seguito si riassumono i tre principali obiettivi che guideranno la Presidenza:

•    la promozione dell’impegno civico nell’Unione europea, tramite politiche ed iniziative che sappiano dare una risposta ai problemi quotidiani, alle preoccupazioni e alle insicurezze dei cittadini europei. Gli sforzi della Presidenza greca in questo ambito verranno concentrati sulla promozione della ripresa economica, dell’occupazione, della coesione, della mobilità dei cittadini e della sicurezza interna ed esterna. L’obiettivo è di rafforzare una comunità europea che condivida i medesimi valori e che sia accomunata da uno stesso destino, preservando e rafforzando il modello europeo;

•    il rafforzamento dell’Unione europea e, in particolare, dell’Unione Monetaria Europea, promuovendo politiche ed azioni che migliorino le lacune che affliggono l’Eurozona e che sono state amplificate dalla crisi degli scorsi anni. L’obiettivo rimane quello di salvaguardare l’irrevocabilità della moneta unica, che possa fare affidamento su una base solida e sostenibile. La prima azione della Presidenza greca in questo ambito sarà l’avanzamento del progetto di un’unione bancaria (Single Resolution Mechanism – SRM). Ciononostante, ogni azione di rafforzamento dell’Unione Monetaria Europea rispetterà le condizioni del Mercato Unico e sarà aperta anche a stati membri che non fanno parte dell’Eurozona;

•    il rafforzamento della legittimità democratica dell’Unione europea e della solidarietà tra gli stati membri, la promozione della democrazia europea e l’espansione dei diritti civili.

La Presidenza greca, inoltre, prevede una quarta tematica trasversale alle precedenti: le politiche europee  del mare. L’obiettivo di queste ultime consiste nel rilancio della Politica Marittima Europea che comprenda il duplice aspetto della crescita e della sicurezza.

Per maggiori informazioni consultare il sito della Presidenza.


Principali risultati della Presidenza lituana

L'approvazione del Quadro finanziario pluriennale, il bilancio annuale 2014 ed un partenariato orientale più forte: questi i principali risultati della presidenza lituana. Nel corso della sua prima presidenza del Consiglio dell'Unione europea, la Lituania ha concentrato gli sforzi sul rafforzamento della capacità dell'UE di fornire una risposta adeguata alle sfide economiche, finanziarie e sociali.

"Sei mesi fa, succedendo all'Irlanda, abbiamo assunto la Presidenza con grande entusiasmo e speranza. Adesso ci sentiamo più forti, esperti e orgogliosi di aver servito l'Europa e di averlo fatto con successo. Circa 130 fascicoli legislativi e 250 fascicoli non legislativi, cui si aggiungono 50 conclusioni del Consiglio, hanno innegabilmente contribuito a creare un'Europa credibile, aperta ed in crescita", ha dichiarato il Ministro lituano degli Affari Esteri Linas Linkevičius passando il testimone della Presidenza al Viceministro greco degli Affari Europei Dimitris Kourkoulas.

La Presidenza lituana ha fatto passi avanti sul fascicolo "unione bancaria", completandone il primo pilastro – il meccanismo di vigilanza unico – inteso ad evitare crisi finanziarie e del debito. Ha inoltre raggiunto un accordo con il Parlamento europeo sulla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario e la direttiva sul sistema di garanzia dei depositi, che porranno solide basi per una maggiore stabilità finanziaria nell'UE. Negli ultimi giorni della Presidenza, il Consiglio ha inoltre convenuto la sua posizione in merito al meccanismo di risoluzione unico, un altro importante elemento dell'unione bancaria.

Tra i principali risultati in questo settore va citato il pacchetto di bilancio: il voto sul Quadro finanziario pluriennale e l'accordo sugli atti giuridici ad esso correlati, sul bilancio annuale 2014 e sulle spese supplementari per il 2013.
 
Per quanto riguarda l'agenda commerciale dell'UE, la Presidenza lituana ha concluso le prime tre tornate dei negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti ed ha tenuto colloqui in materia di libero scambio con il Canada. Uno dei momenti cardine del semestre è stato il vertice del partenariato orientale tenutosi a novembre a Vilnius. "La forte presenza degli stati membri a Vilnius, la solidarietà manifestata e le discussioni aperte sul futuro hanno rafforzato il partenariato orientale", ha sottolineato il Ministro Linkevičius.

Per maggiori informazioni consultare il sito della Presidenza.


La Commissione chiede un intervento immediato per una rinascita industriale europea e approva una Comunicazione per il rilancio del settore

La Commissione europea invita gli stati membri a riconoscere l'importanza centrale dell'industria per la creazione di posti di lavoro e la crescita e a inserire più sistematicamente le tematiche legate alla competitività in tutti gli ambiti politici. È questo il messaggio principale della Comunicazione Per una rinascita industriale europea adottata lo scorso 22 gennaio. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento ad adottare proposte in materia di energia, trasporti, spazio e reti di comunicazione digitali, nonché ad attuare e ad applicare la legislazione sul completamento del mercato interno.

L'obiettivo della modernizzazione industriale va inoltre perseguito investendo in innovazione, efficienza delle risorse, nuove tecnologie, competenze e accesso ai finanziamenti, e l'utilizzo dei fondi dell'UE dedicati consentirà di accelerare questo processo. La Comunicazione promuove un'Europa più favorevole alle imprese attraverso azioni volte a semplificare il quadro legislativo e a migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione a livello dell'UE, nazionale e regionale. Altri aspetti fondamentali sono: l'accesso ai mercati dei paesi terzi, che va agevolato tramite l'armonizzazione delle norme internazionali, gli appalti pubblici aperti, la tutela dei brevetti e la diplomazia economica.
 
Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, ha dichiarato: "L'Europa è ancora lontana dall'obiettivo di un contributo dell'industria al PIL dell'UE del 20% entro il 2020. Per questo motivo la competitività industriale deve essere al centro dell’agenda politica del Consiglio europeo del marzo 2014. Con l'iniziativa odierna, la Commissione invia un segnale chiaro: per creare nuovi posti di lavoro sono indispensabili una reindustrializzazione e una modernizzazione urgenti della nostra economia. Abbiamo bisogno di un forte impegno a livello di UE e nazionale per garantire la coerenza e la messa in ordine di priorità di tutti gli strumenti a nostra disposizione. Una strategia industriale deve includere una serie di altri settori, alla luce della loro crescente interconnessione e del loro notevole impatto sul successo dell'industria”.

Per maggiori informazioni leggere il Comunicato e consultare gli approfondimenti sul sito della Commissione.


Clima ed energia: obiettivi UE per un'economia competitiva, sicura e a basse emissioni di carbonio entro il 2030

La Commissione europea ha approvato il 22 gennaio scorso la Comunicazione “A policy framework for climate and energy in the period from 2020 to 2030”, che indica gli obiettivi europei da qui al 2030 e le politiche che dovranno essere portate avanti per raggiungerli. Questo documento sarà il quadro dentro il quale verranno inserite le politiche energetiche dell’UE, con obiettivi ambiziosi, come la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% rispetto al 1990, l’aumento della quota delle energie rinnovabili almeno al 27% del totale, politiche più lungimiranti in materia di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e una serie di nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico competitivo e sicuro.

Sostenuto da un’analisi dettagliata dei costi e dei prezzi dell’energia, il quadro 2030 garantirà certezza normativa per gli investitori e un approccio coordinato fra gli stati membri per sviluppare nuove tecnologie. Il piano si propone come stimolo costante per progredire verso un’economia a basse emissioni di carbonio e un sistema energetico competitivo e sicuro, da cui deriveranno prezzi accessibili per tutti i consumatori, maggiore sicurezza delle forniture energetiche, minore dipendenza dalle importazioni di energia e nuove opportunità per la crescita e l’occupazione, se si considerano i potenziali impatti sui prezzi a lungo termine.

La Comunicazione sarà discussa ai massimi livelli, in particolare in seno al Consiglio europeo e al Parlamento europeo. Il testo sarà accompagnato da una proposta legislativa per una riserva di stabilità del mercato per il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE (EU Emissions Trading System - UE ETS), da attivare a partire dal 2021. Una relazione sui costi e sui prezzi dell’energia in Europa, pubblicata contemporaneamente alla Comunicazione, suggerisce che l’aumento dei prezzi può essere contenuto attuando politiche efficaci sotto il profilo economico, creando mercati energetici competitivi e con una migliore efficienza energetica.

Gli elementi chiave del quadro strategico per il 2030 istituito dalla Commissione sono:

•    un obiettivo vincolante per la riduzione dei gas serra: elemento centrale della politica climatica ed energetica dell’UE per il 2030, l’obiettivo di ridurre le emissioni del 40% al di sotto del livello 1990 verrebbe raggiunto unicamente mediante misure interne. La riduzione annua del massimale delle emissioni dei settori compresi nel sistema ETS dell’UE aumenterebbe passando dall'attuale 1,74% al 2,2% dopo il 2020. Le emissioni dei settori che non rientrano nel sistema ETS dovranno ridursi del 30% al di sotto del livello 2005; questo sforzo sarebbe ripartito equamente tra gli stati membri. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europei a concordare, entro la fine del 2014, che l’UE si impegni all'inizio del 2015 a realizzare una riduzione del 40% nell’ambito dei negoziati internazionali per un nuovo accordo mondiale sul clima, che si concluderanno a Parigi alla fine del 2015;

•    un obiettivo vincolante sulle energie rinnovabili a livello dell'UE: le energie rinnovabili svolgeranno un ruolo chiave nella transizione verso un sistema energetico sostenibile, sicuro e competitivo. Sospinto da un approccio maggiormente orientato al mercato e con condizioni propizie per le tecnologie emergenti, l'obiettivo vincolante di almeno il 27% di energie rinnovabili a livello dell’UE entro il 2030 si accompagna a notevoli benefici in termini di bilancia commerciale energetica, ricorso a fonti di energia locali, posti di lavoro e crescita. È necessario stabilire un obiettivo in materia di energia a livello dell’UE per stimolare la continuità degli investimenti nel settore. L'obiettivo UE non verrebbe però tradotto in obiettivi nazionali attraverso la normativa unionale, lasciando quindi agli stati membri la flessibilità di trasformare il loro sistema energetico nel modo più consono alle preferenze e alle circostanze nazionali. Il raggiungimento dell'obiettivo UE in materia di energie rinnovabili verrebbe garantito dal nuovo sistema di governance basato su piani nazionali per l'energia (vedi oltre).

•    efficienza energetica: i miglioramenti nell'efficienza energetica contribuiranno al raggiungimento di tutti gli obiettivi della politica energetica dell’UE; la transizione verso un sistema energetico sostenibile, sicuro e competitivo non è pensabile senza efficienza energetica. Il ruolo di quest'ultima nel quadro 2030 sarà ulteriormente considerato nell'ambito della revisione della direttiva sull’efficienza energetica, che si concluderà prevedibilmente entro la fine dell’anno. A quel punto, la Commissione valuterà l’eventuale necessità di modificare la direttiva. Anche i piani nazionali per l'energia degli stati membri dovranno prendere in considerazione l’efficienza energetica;

•    riforma del sistema EU ETS: la Commissione propone di stabilire una riserva per la stabilità del mercato all'inizio del prossimo periodo di scambio ETS, nel 2021. La riserva permetterà sia di affrontare l’eccedenza di quote di emissioni che si è costituita negli ultimi anni sia di migliorare la resilienza del sistema agli shock gravi, regolando automaticamente la fornitura di quote da mettere all’asta. La creazione di una tale riserva — in aggiunta al rinvio ("back-loading") recentemente convenuto della messa all'asta di 900 milioni di quote al 2019-2020 — è sostenuta da un ampio spettro di portatori di interesse. Secondo quanto previsto dalla legislazione proposta oggi, la riserva opererebbe interamente secondo regole predefinite che non lascerebbero margini discrezionali alla Commissione o agli stati membri per la sua attuazione;

•    energia competitiva, a prezzi accessibili e sicura: la Commissione propone una serie di indicatori chiave per valutare i progressi compiuti nel tempo e fornire una base oggettiva per eventuali riposte strategiche. Gli indicatori riguardano, per esempio, i differenziali di prezzo dell’energia tra i principali partner commerciali, la diversificazione delle forniture e la dipendenza da fonti energetiche interne, nonché la capacità di interconnessione tra gli stati membri. Attraverso questi indicatori, le politiche da oggi al 2030 garantiranno un sistema energetico competitivo e sicuro che continuerà a sviluppare un mercato più integrato, forniture più diversificate, una concorrenza più intensa e fonti locali più sviluppate, senza dimenticare il sostegno a ricerca, sviluppo e innovazione;

•    un nuovo sistema di governance: il quadro 2030 propone una nuova governance basata su piani nazionali per un'energia competitiva, sicura e sostenibile. Sulla base degli orientamenti che la Commissione fornirà a breve, gli stati membri elaboreranno i loro piani nell’ambito di un approccio comune che garantirà una maggiore certezza agli investitori e maggiore trasparenza, migliorando sia la coerenza sia i meccanismi di coordinamento e sorveglianza dell'UE. Un processo iterativo tra la Commissione e gli stati membri garantirà da un lato che i piani siano sufficientemente ambiziosi e dall'altro che siano coerenti e conformi per tutto il periodo interessato.

La Comunicazione che stabilisce il quadro 2030 è accompagnata da una relazione sui prezzi e i costi dell’energia, che valuta i fattori trainanti e mette a confronto i prezzi dell’UE con quelli dei suoi principali partner commerciali.

Si prevede che il quadro 2030 sia preso in considerazione dal Consiglio europeo nella sessione di primavera del 20-21 marzo.

Per maggiori informazioni consultare il sito della Commissione.


L’UE collabora con l’industria per supportare settori strategici e creare nuovi posti di lavoro

 

L’UE ha collaborato con le aziende per salvaguardare la posizione dell’Europa in settori quali le costruzioni, la robotica, la fotonica, l’informatica e le telecomunicazioni, per creare nuovi posti di lavoro ed affrontare alcune delle più grandi sfide della società contemporanea europea.

La Commissione europea destinerà oltre sei miliardi di Euro per otto partenariati pubblico – privati (PPP), siglati lo scorso 17 dicembre, e l’industria stanzierà ulteriori finanziamenti integrativi. Quattro dei sopra citati PPP – Factories of the Future, Energy-Efficient Buildings, European Green Vehicles Initiative e Future Internet – erano stati lanciati sotto il Settimo Programma Quadro 2007-2013 e si erano rivelati di grande successo. Ora i partenariati verranno portati avanti nel quadro di Horizon 2020, con l’aggiunta di ulteriori quattro PPP – Sustainable Process Industry, High Performance Computing, Robotics, e Photonics – mentre Future Internet si focalizzerà sul 5G tramite il 5G PPP. I settori interessati dai contratti PPP rappresentano una parte significativa dell’economia europea, e, di conseguenza, i soldi destinati alla ricerca promuoveranno il progresso di settori che hanno un’importanza strategica per l’Europa.

Una persona su cinque in Europa é impiegata nell’industria manifatturiera mentre il settore delle telecomunicazioni offre lavoro a 1,2 milioni di persone. Neelie Kroes, Commissaria responsabile dell’Agenda Digitale, ha commentato con grande favore i nuovi partenariati pubblico-privato sostenendo che rappresentino una premessa indispensabile per la leadership europea e per un futuro migliore. I PPP possono generare nuove idee fornendo a industrie diverse, quali quelle chimiche o metallurgiche, la possibilità di risolvere insieme problemi comuni, come l’incremento dell’efficienza delle loro operazioni. Ad esempio, una soluzione possibile é l’utilizzo dei prodotti di scarto di un’industria e i materiali grezzi di un’altra.

L’investimento europeo in questi otto PPP dovrebbe generare nuovi finanziamenti per l’industria. La Commissione europea stima che per ogni euro di denaro pubblico speso l’industria investirà tra i 3 e i 10 euro. I ricercatori avranno accesso a nuovi finanziamenti erogati da Horizon 2020, il nuovo programma di ricerca europeo che ammonta a quasi 80 miliardi di euro. I PPP promuovono il finanziamento della ricerca che ha applicazioni pratiche in campo industriale, garantendo alle imprese l’accesso a nuovi prodotti e a nuove idee.

Per maggiori informazioni consultare il sito della DG ricerca e innovazione della Commissione.


La Lettonia è il diciottesimo Stato membro che aderisce alla moneta unica

 

Dal primo gennaio 2014 la Lettonia è diventata il 18° paese dell'UE ad adottare l'Euro. La zona Euro riunisce circa 330 milioni di persone che usano la stessa moneta - l'Euro. La Lettonia è il secondo stato baltico, dopo l'Estonia nel 2011, a entrare nella zona euro. Durante le prime due settimane del 2014 l'Euro e la moneta lettone, il Lats lettone, saranno entrambi in circolazione. Dopo questo periodo di transizione, solo l'Euro avrà corso legale nel paese.

 

Per maggiori informazioni consultare il sito della Banca Centrale europea.


Rifiuti di plastica, il Parlamento lancia l'allarme

 

In una risoluzione approvata, il Parlamento europeo afferma che le plastiche più pericolose e alcuni sacchetti di plastica dovrebbero essere banditi entro il 2020, secondo la strategia dell'Unione europea per ridurre i rifiuti di plastica nell'ambiente. Inoltre, l'UE dovrebbe introdurre obiettivi vincolanti per il riciclaggio dei rifiuti di plastica.

 

Leggi il Comunicato.

Per maggiori informazioni consultare il sito della DG Ambiente della Commissione.


Lo sport fa bene non solo alle persone ma anche all'industria

 

lo sport non è solo un’attività di svago e di benessere personale, ma ha anche un grande impatto sull'industria. Dato che contribuisce con 294 miliardi di euro al valore aggiunto lordo dell'UE e dà lavoro a 4,5 milioni di persone, questo settore è considerato un importante fattore di crescita. Nella sua accezione più ampia, quella dello sport è una vera e propria industria, che può essere vista come un motore di crescita per l'economia in generale in quanto crea valore aggiunto e occupazione in tutta una serie di comparti, sia manifatturieri che dei servizi, e stimola lo sviluppo e l’innovazione. Per sostenere il ruolo dell’economia nel settore dello sport come motore economico per aiutare l'industria europea a recuperare, Antonio Tajani, Vicepresidente e Commissario responsabile per l'Industria e l'imprenditoria, e Androulla Vassiliou, Commissaria per lo sport, hanno presieduto congiuntamente una riunione delle parti interessate sul tema dell'importanza economica dell’industria sportiva. Durante l'incontro il Commissario Tajani ha annunciato che lo sviluppo dell'industria sportiva sarà al centro del Forum europeo dello Sport, che si terrà a Roma in settembre durante il Semestre di Presidenza italiana dell'Unione.

 

Leggi il Comunicato.

Per maggiori informazioni consultare il sito della DG Imprese e industria della Commissione europea.


Appalti pubblici: i deputati promuovono un nuovo strumento che migliora la competizione delle imprese europee in paesi terzi

Lo scorso mercoledì 15 gennaio il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha approvato una serie di piani per la creazione di uno strumento che consenta ai paesi europei di evitare che imprese non comunitarie concorrano per contratti di appalto pubblico del valore di 5 milioni di euro o superiore, a meno che il loro paese d'origine non consenta alle imprese UE di fare altrettanto.

Lo strumento proposto, che potrà essere utilizzato solo con l'approvazione della Commissione Europea, dovrebbe rafforzare la posizione dell'UE nei negoziati commerciali con i paesi terzi.
 
Lo strumento potrà essere utilizzato solo per grandi appalti pubblici (del valore di 5 milioni o più, IVA esclusa) e per quelli in cui i beni o i servizi originari fuori dall'UE costituiscono più del 50% del valore totale dei beni e dei servizi prestati. Lo strumento si applicherà a quei paesi che attualmente non hanno ancora stipulato un accordo internazionale sugli appalti pubblici con l'Unione Europea, ma esclude i paesi meno sviluppati .

L'obiettivo del nuovo strumento, come sottolineato dalla commissione Europea, è quello di porre rimedio a squilibri di accesso al mercato tra l'UE e i suoi partner commerciali. Secondo la Commissione, l'85 % dei mercati degli appalti pubblici nell'UE sono già potenzialmente aperti agli offerenti internazionali, rispetto al 32% degli appalti pubblici negli Stati Uniti e al 28 % in Giappone .

Per maggiori informazioni consultare il sito del Parlamento europeo.


La Commissione Europa istituisce due nuove agenzie: INEA e EASME

La Commissione europea ha annunciato l’istituzione di due nuove agenzie nel campo dell’innovazione e dell’imprenditorialità, entrambe operative dal 2014: Innovation and Networks Executive Agency (INEA) ed Executive Agency for Small and Medium-sized Enterprises (EASME).

INEA succede a TEN-T EA (Trans-European Transport Network Executive Agency), create nel 2006 dalla Commissione europea per la gestione del Programma TEN-T, e il suo compito è la realizzazione di parte dei seguenti programmi: Connecting Europe Facility (CEF), Horizon 2020 e programmi ereditati dal precedente settennato quali TEN-T e Marco Polo. L’obiettivo principale di INEA consiste nell’incrementare il grado di efficienza della gestione tecnica e finanziaria dei sopra citati programmi.

EASME sostituisce EACI (Executive Agency for Competitiveness and Innovation), agenzia europea che nel periodo di programmazione 2007-2013 gestiva Enterprise Europe Network, Intelligent Energy – Europe, Eco-innovation e Marco Polo. EASME gestisce parte dei programmi COSME, LIFE, Horizon 2020 e EMFF (European Maritime and Fisheries Fund) garantendo che le azioni finanziate apportino risultati tangibili e forniscano alla Commissione europea importanti contributi per l’elaborazione delle politiche riguardanti le PMI.

Per maggiori informazioni consultare il sito di INEA e EASME.


Fondi strutturali, la Commissione europea adotta nuove regole per i partenariati

La Commissione europea ha adottato le nuove regole sul partenariato nei fondi strutturali e nei fondi di investimento. Le regole si riferiscono, nello specifico, al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo (FSE), al Fondo di coesione (FC), al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). La Politica di Coesione resta una delle voci del bilancio dell’Unione europea più difficili da mettere in campo poiché raramente gli Stati riescono a spendere tutti i soldi messi a loro disposizione per lo sviluppo regionale.
Per provare a migliorare la situazione, Bruxelles ha adottato una serie di norme volte a perfezionare la consultazione, la partecipazione e il dialogo tra i partner nelle fasi di pianificazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei progetti finanziati dai Fondi strutturali.

Secondo il nuovo codice europeo gli stati membri dovranno rafforzare la cooperazione tra le rispettive autorità responsabili per la spesa dei Fondi strutturali e i partner dei progetti al fine di agevolare lo scambio d’informazioni, esperienze, risultati e buone pratiche nel periodo di programmazione 2014-2020 e contribuire così a garantire che il denaro sia speso in modo efficace evitando gli sprechi. Gli stati membri saranno inoltre tenuti a garantire la trasparenza nella selezione dei partner che sono nominati membri a pieno titolo dei comitati di sorveglianza dei programmi ad assicurare che partecipino efficacemente a tutte le fasi del processo.

Il Commissario europeo agli Affari Sociali, Laszlo Andor, ha spiegato l’obiettivo che vuole ottenere la Commissione con l’adozione di queste nuove norme: “Vogliamo garantire che gli stati membri collaborino in partenariati costruttivi con le parti interessate per pianificare e/o attuare i programmi finanziati dai Fondi strutturali e d’investimento europei in modo da massimizzare l’impatto di questo denaro. Coinvolgendo tutti i partner nella pianificazione, attuazione, monitoraggio e valutazione dei progetti finanziati con fondi comunitari, gli stati membri saranno maggiormente in grado di garantire che il denaro sia speso dove è più necessario, e nel miglior modo possibile. Gli stati membri dovranno garantire che tutti i pareri siano presi in considerazione al momento di decidere quali priorità sostenere e come le strategie d’investimento più efficaci possano essere progettate e realizzate”.

Per maggiori informazioni leggere il Comunicato.

 

Per ulteriori informazioni:
ALPS - Enterprise Europe Network
Via Cavour 17 ,10123 Torino
tel. 848 800 348/229
alps-een@pie.camcom.it



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